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La difesa di un confine : le città tra Piemonte e Lombardia nella prime metà del XVII secolo / Annalisa Dameri

por Dameri, Annalisa

Capítulo
Signatura Copia Colección
10812 Capítulo en monografía

Nella prima metà del XVII secolo lo scontro tra Francia e Spagna si riflette nel nord della
penisola italiana: il ducato sabaudo e lo stato di Milano, in passato alleati, ma oramai
schierati su fronti nemici, devono forzatamente potenziare il confine che li divide. Gli
assedi si susseguono nel vano tentativo da parte dei francesi di giungere a Milano, e degli
spagnoli di far cadere Torino. Le cinte delle città più prossime alla frontiera sono costan
temente monitorate, rilevate, potenziate. Gli ingegneri militari al servizio dei due stati
sono impegnati nei lavori di rilievo, progetto, manutenzione. Al servizio dei governatori
milanesi si avvicendano Busca, Clarici, Lechuga, Baldovino, Prestino, Camassa, Beretta
e altri tra i più preparati ingegneri dell’epoca: si interrogano costantemente su modifiche,
potenziamenti e adeguamenti alle nuove esigenze strategico-difensive.
I disegni, le «città di carta», oggi conservati negli archivi europei, raccontano i molti
stati, i troppi e labili confini, la difficoltosa difesa delle molte e mai quiete frontiere.

Notas

P. 271-293

Bibliografía

Bibliografía: p. 292-293



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Nella prima metà del XVII secolo lo scontro tra Francia e Spagna si riflette nel nord della
penisola italiana: il ducato sabaudo e lo stato di Milano, in passato alleati, ma oramai
schierati su fronti nemici, devono forzatamente potenziare il confine che li divide. Gli
assedi si susseguono nel vano tentativo da parte dei francesi di giungere a Milano, e degli
spagnoli di far cadere Torino. Le cinte delle città più prossime alla frontiera sono costan
temente monitorate, rilevate, potenziate. Gli ingegneri militari al servizio dei due stati
sono impegnati nei lavori di rilievo, progetto, manutenzione. Al servizio dei governatori
milanesi si avvicendano Busca, Clarici, Lechuga, Baldovino, Prestino, Camassa, Beretta
e altri tra i più preparati ingegneri dell’epoca: si interrogano costantemente su modifiche,
potenziamenti e adeguamenti alle nuove esigenze strategico-difensive.
I disegni, le «città di carta», oggi conservati negli archivi europei, raccontano i molti
stati, i troppi e labili confini, la difficoltosa difesa delle molte e mai quiete frontiere.

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P. 271-293

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